Salvatore Calignano, operaio edile di 61 anni di Orta di Atella, non ce l’ha fatta. L’uomo, trovato nel pomeriggio del 2 ottobre in gravissime condizioni in via Fossa del Lupo, a Caivano, è morto il giorno successivo all’Ospedale del Mare, dove era stato trasferito in prognosi riservata. Fin dall’inizio la sua storia, ha cominciato a creare sospetti, sia per la chiamata al 118 degli operai, sia per la sua presenza in una zona completamente differente dal luogo dell’incidente e per le sue condizioni di salute gravissime.

Una vicenda sulla quale restano diversi interrogativi e che adesso è al centro delle indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord, chiamata a ricostruire con esattezza cosa sia accaduto prima del ritrovamento dell’uomo.

Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, prima di perdere conoscenza Calignano avrebbe detto agli operatori del 118 di essere caduto da una scala. Un elemento che, tuttavia, dovrà essere verificato e messo in relazione con il luogo in cui il 61enne è stato ritrovato e con gli altri elementi acquisiti dagli investigatori.

L’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste la famiglia, sottolinea infatti alcune circostanze sulle quali chiede che venga fatta piena luce. In particolare, secondo quanto riferito dal legale, nel punto del ritrovamento non sarebbero state individuate strutture immediatamente riconducibili alla caduta descritta dall’uomo, mentre l’automobile di Calignano sarebbe rimasta nei pressi del cantiere nel quale stava lavorando.

«La moglie è stata contattata quando Salvatore era già ricoverato in condizioni gravissime – dichiara Petruzzi –. Prima di perdere conoscenza aveva riferito al 118 di essere caduto da una scala, ma è stato ritrovato in un luogo dove, per quanto ci è stato riferito, non risultavano strutture compatibili con quella caduta, mentre la sua automobile si trovava presso il cantiere dove stava lavorando».

Da qui gli interrogativi della famiglia sull’eventualità che il 61enne possa essersi ferito altrove e sia stato successivamente trasportato nel luogo in cui è stato trovato. Si tratta, allo stato, di un’ipotesi che dovrà essere verificata dagli inquirenti e non di una dinamica accertata.

Il legale chiede inoltre di verificare l’eventuale esistenza di irregolarità nel rapporto di lavoro e le modalità con cui sarebbero stati prestati i primi soccorsi. «Se dovesse emergere che qualcuno lo ha spostato e abbandonato per occultare un incidente sul lavoro o una situazione irregolare, chiederemo che siano valutate tutte le responsabilità penali del caso», afferma Petruzzi.

L’avvocato arriva a prospettare, qualora gli accertamenti dovessero confermare determinate circostanze, la richiesta di valutare anche ipotesi di reato più gravi: «Qualora fosse accertato che lavorava in nero e che, dopo essersi gravemente ferito, sia stato abbandonato anziché essere immediatamente soccorso e accompagnato in ospedale, riteniamo debba essere valutata anche l’ipotesi di omicidio volontario con dolo eventuale. La famiglia è distrutta e chiede giustizia».

Sulla vicenda interviene anche Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra: «Ci sono troppi elementi che devono essere chiariti. Se venisse confermato che quest’uomo è rimasto vittima di un incidente sul lavoro e che qualcuno lo ha poi lasciato in strada senza prestargli immediatamente soccorso, saremmo davanti a un fatto di una gravità inaudita».

«La famiglia ha diritto alla verità – prosegue Borrelli – e confidiamo che magistratura e carabinieri ricostruiscano ogni passaggio di quelle ore».

Le indagini dovranno dunque stabilire dove e come Salvatore Calignano abbia riportato le gravissime lesioni, se queste siano effettivamente riconducibili a una caduta avvenuta durante il lavoro e, soprattutto, come il 61enne sia arrivato in via Fossa del Lupo.

Elementi decisivi potranno arrivare dagli accertamenti investigativi e medico-legali. La salma è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli approfondimenti del caso.

Una morte che, al momento, presenta ancora punti oscuri. La famiglia di Salvatore Calignano chiede una cosa prima di tutte: sapere cosa sia realmente accaduto nelle ore precedenti al suo ritrovamento.

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