Resta alta la tensione sul caso dei tre bambini della famiglia Loffredo, attualmente collocati in comunità. Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, difensori della famiglia, contestano duramente il provvedimento del Tribunale che conferma la permanenza dei minori nella struttura e ne dispone l’affidamento ai servizi sociali, annunciando immediato reclamo.
Secondo quanto riferito dai legali, il decreto non stabilirebbe un termine preciso per la permanenza dei bambini in comunità né un calendario definito degli incontri con i genitori. Circostanze che la difesa considera particolarmente critiche e sulle quali intende concentrare l’impugnazione.
«È inaccettabile anche dal punto di vista umano che tre bambini siano allontanati dalla propria famiglia e privati dei loro genitori a causa di presunte criticità abitative che sono state immediatamente affrontate ed eliminate», sostengono Angelo e Sergio Pisani.
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La posizione della difesa è netta: l’allontanamento dei figli dovrebbe rappresentare una misura estrema e, secondo i legali, nel caso della famiglia Loffredo avrebbero potuto essere adottate soluzioni alternative, attraverso interventi di sostegno e verifiche da parte dei servizi competenti, senza prolungare la separazione.
Gli avvocati contestano inoltre quella che definiscono una permanenza “sine die” dei bambini in comunità e sostengono che l’assenza, a loro dire, di un calendario di visite e di tempi definiti rischi di rendere ancora più doloroso il distacco.
«I servizi sociali non possono sostituire i genitori», affermano i difensori, che annunciano di voler utilizzare «ogni strumento di difesa possibile», dal reclamo fino, qualora ne ricorrano i presupposti, alla Cassazione e alle sedi sovranazionali competenti.
Particolare attenzione viene posta dai legali anche su alcuni elementi contenuti nel decreto. Secondo la ricostruzione della difesa, il provvedimento confermerebbe infatti il collocamento in comunità anche per consentire ulteriori accertamenti, pur dando atto del buon rendimento scolastico della figlia maggiore e della successiva collaborazione mostrata dai genitori.
Per Angelo e Sergio Pisani proprio gli elementi positivi emersi e le condizioni sopravvenute avrebbero dovuto determinare una rivalutazione immediata della situazione familiare.
«Non si può trasformare una difficoltà momentanea e rimediabile in una condanna per un’intera famiglia», sostengono i due avvocati. «Se l’abitazione è stata sistemata, occorre spiegare quale esigenza concreta imponga ancora di tenere questi bambini lontani dai loro affetti».
I legali insistono soprattutto sulle conseguenze che una separazione prolungata potrebbe avere sui minori:
«I bambini non sono pacchi da trasferire da una casa piena di affetti e calore a una comunità. Sono persone, con affetti, legami e diritti»
L’avvocato Angelo Pisani parla infine di una decisione che la difesa ritiene ingiusta e che sarà contestata sotto il profilo della legittimità.
«Separare tre bambini dai genitori impone ragioni rigorose, verifiche concrete e una valutazione seria delle alternative. Confermare questa separazione anche per svolgere ulteriori accertamenti, senza tempi che riteniamo sufficientemente definiti e senza un calendario degli incontri, solleva interrogativi gravissimi: chi valuta, nel frattempo, il dolore dei bambini e le conseguenze della lontananza dalla famiglia?».
La battaglia giudiziaria, dunque, proseguirà. La difesa annuncia un reclamo contro il decreto e chiede una nuova valutazione della situazione nell’interesse dei tre minori e della loro famiglia.