Sono 83 medici di medicina generale che hanno promosso un ricorso contro la Regione Campania, contestando alcune disposizioni contenute nell’Accordo Integrativo Regionale (AIR) approvato con la Delibera di Giunta regionale n. 733/2025.
Al centro della controversia c’è, in particolare, la posizione dei medici che risultavano già titolari di incarico prima del 31 dicembre 2024. I professionisti chiedono che vengano salvaguardate le condizioni precedenti e la propria autonomia professionale, contestando l’applicazione nei loro confronti di una serie di nuovi obblighi.
Nel mirino alcune disposizioni dell’AIR approvato con la DGR 733/2025. I ricorrenti chiedono di salvaguardare le condizioni dei professionisti già titolari di incarico prima del 31 dicembre 2024. Ora sarà il Tribunale a valutare le contestazioni.
Cosa prevede l’Accordo
L’AIR interviene sull’organizzazione della medicina generale in Campania e contiene disposizioni riguardanti, tra gli altri aspetti, le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), le coperture orarie, l’impiego di personale, le dotazioni tecnologiche, le attività programmate e i meccanismi di verifica e controllo.
È proprio sull’applicazione di alcune di queste previsioni che si concentra il ricorso presentato dagli 83 medici.
Secondo la tesi dei ricorrenti, le nuove disposizioni determinerebbero obblighi organizzativi ed economici più gravosi rispetto al quadro nel quale avevano ottenuto e iniziato a svolgere i propri incarichi.
La contestazione: «Non possono cambiare unilateralmente le condizioni»
Uno dei punti centrali della controversia riguarda quindi la possibilità di applicare le nuove disposizioni anche ai medici già titolari di incarico.
Secondo quanto sostenuto nel ricorso, non sarebbe possibile incidere unilateralmente sull’organizzazione dell’attività professionale di chi aveva assunto l’incarico sulla base di regole differenti.
I ricorrenti contestano inoltre le modalità e i tempi con cui l’Accordo sarebbe stato definito e sottoscritto, sostenendo che l’iter si sarebbe concluso in tempi particolarmente ristretti e prima dell’insediamento della nuova amministrazione regionale.
Su questi aspetti, tuttavia, non esiste ancora un accertamento giudiziario definitivo.
Le richieste al Tribunale
Gli 83 medici chiedono al giudice di esaminare la legittimità delle disposizioni impugnate e di valutarne l’applicabilità nei loro confronti.
In particolare, viene richiesta la dichiarazione di nullità e/o illegittimità delle disposizioni contestate dell’AIR e, conseguentemente, la loro disapplicazione nei confronti dei professionisti ricorrenti.
La vicenda entra così nella fase giudiziaria. Spetterà al Tribunale stabilire se le disposizioni siano state approvate e applicate nel rispetto del quadro normativo e contrattuale e, soprattutto, se possano incidere sulla posizione dei medici che erano già titolari di incarico prima dell’entrata in vigore del nuovo assetto.
Secondo i ricorrenti, un Accordo nato con l’obiettivo di riorganizzare e rafforzare la medicina territoriale avrebbe invece determinato conseguenze pregiudizievoli sulla loro attività e sulla loro autonomia professionale.
Ora la parola passa al giudice.