Il sindacato interviene sulla posizione del segretario aziendale Pasquale Persico. Al centro della vicenda la richiesta del CUD della collaboratrice di studio, la successiva sospensione dell’indennità e il mancato riconoscimento, secondo SMI, degli arretrati dell’infermiera precedenti a gennaio 2026. Chiesti all’Azienda atti e riferimenti normativi.

CASERTA – Prima la richiesta di trasmettere il CUD della collaboratrice di studio, avanzata tramite una normale comunicazione e-mail. Poi, secondo quanto denunciato da SMI Caserta, la sospensione dell’indennità relativa alla stessa collaboratrice. A questo si aggiunge una seconda questione economica: gli arretrati relativi all’infermiera di studio che, nonostante un contratto che sarebbe stato consegnato nel febbraio 2025, risulterebbero liquidati soltanto a decorrere da gennaio 2026.

È la vicenda sulla quale il Sindacato Medici Italiani di Caserta chiede ora chiarimenti formali all’ASL, sollevando una serie di interrogativi sulle procedure adottate dagli uffici delle Cure Primarie.

Al centro del caso c’è il dottor Pasquale Persico, segretario aziendale SMI Caserta, che negli ultimi mesi è stato impegnato anche in diverse iniziative e contestazioni sindacali nei confronti dell’Azienda.

Secondo la ricostruzione fornita dal sindacato, prima dell’estate il responsabile delle Cure Primarie, dottor Francesco Frascaria, avrebbe chiesto a Persico di trasmettere il CUD della propria collaboratrice di studio.

Il medico avrebbe risposto formalmente evidenziando l’impossibilità di consegnare un documento contenente dati personali e fiscali appartenenti a una terza persona. Alla comunicazione sarebbe stata allegata anche una dichiarazione della collaboratrice con la quale la stessa negava il consenso alla trasmissione a terzi dei propri dati personali.

La posizione del medico sarebbe stata dunque formalizzata per iscritto e corredata dalla relativa documentazione.

Secondo quanto riferisce SMI, da questo mese l’indennità collegata alla collaboratrice di studio sarebbe stata sospesa.

È su questo passaggio che il sindacato chiede all’ASL Caserta di indicare quale sia il presupposto normativo, contrattuale o amministrativo alla base della sospensione e se esista una disposizione dell’Accordo collettivo nazionale che preveda, nel caso specifico, l’obbligo per il medico di trasmettere il CUD del proprio dipendente o collaboratore.

SMI chiede inoltre di conoscere l’eventuale provvedimento attraverso il quale sarebbe stata disposta la sospensione e il relativo iter amministrativo.

Il secondo caso: gli arretrati dell’infermiera

La contestazione riguarda anche una seconda posizione.

Persico riferisce di avere consegnato nel febbraio 2025 il contratto relativo all’infermiera di studio e di avere già affrontato la questione con l’allora responsabile delle Cure Primarie, dottoressa Ciarambino, e con il dottor Orsi.

Nonostante la documentazione presentata, secondo la ricostruzione del sindacato sarebbero stati liquidati soltanto gli importi a partire da gennaio 2026, mentre resterebbero fuori le somme rivendicate per il periodo precedente.

Anche su questo punto SMI Caserta domanda all’Azienda di chiarire formalmente le ragioni amministrative e giuridiche dell’eventuale mancato riconoscimento degli arretrati.

Il sindacato riferisce inoltre che i tentativi di ottenere spiegazioni attraverso interlocuzioni telefoniche non avrebbero prodotto, finora, una risposta ritenuta chiara e definitiva, con rinvii tra diversi uffici.

La vicenda, tuttavia, secondo SMI non sarebbe basata soltanto su comunicazioni verbali. Persico avrebbe trasmesso agli uffici competenti anche documentazione scritta, comprese le comunicazioni relative alla collaboratrice, la dichiarazione sul mancato consenso alla trasmissione dei dati personali e il contratto dell’infermiera.

Per questo il sindacato chiede ora di conoscere anche gli estremi delle comunicazioni ricevute dall’Azienda, gli uffici destinatari, le eventuali registrazioni di protocollo e i provvedimenti successivamente adottati.

SMI: «Servono atti e risposte»

A rendere più delicato il caso, secondo il sindacato, è il ruolo ricoperto da Persico all’interno dell’organizzazione.

Il medico è infatti segretario aziendale di SMI Caserta ed è stato protagonista, negli ultimi mesi, di iniziative e contestazioni nei confronti dell’Azienda sanitaria.

Il sindacato precisa di non voler attribuire intenzioni o stabilire collegamenti causali in assenza di prove, ma ritiene proprio per questo necessario che ogni passaggio venga ricostruito attraverso documenti ufficiali.

Da qui l’interrogativo posto da SMI: la sospensione dell’indennità e le questioni relative agli arretrati sono esclusivamente il risultato dell’applicazione di procedure amministrative oppure esistono altri elementi da chiarire?

È in questo contesto che il sindacato utilizza provocatoriamente l’espressione «colpire il sindacalista nel portafoglio?», presentandola non come un’accusa già dimostrata ma come una domanda alla quale chiede che l’Azienda risponda attraverso atti e riferimenti normativi.

SMI Caserta sollecita quindi l’ASL a chiarire chi abbia disposto la sospensione dell’indennità relativa alla collaboratrice, sulla base di quale disposizione e attraverso quale procedimento, nonché le ragioni per cui, secondo quanto denunciato, per l’infermiera sarebbero state riconosciute soltanto le somme decorrenti da gennaio 2026 nonostante la consegna del contratto risalirebbe al febbraio dell’anno precedente.

Per il sindacato la questione supera così il valore delle singole mensilità e investe anche il rapporto tra amministrazione e rappresentanza sindacale.

SMI Caserta chiede pertanto all’ASL una ricostruzione documentale della vicenda e una risposta formale sui due punti contestati: la sospensione dell’indennità della collaboratrice di studio e il mancato riconoscimento degli arretrati dell’infermiera antecedenti a gennaio 2026.

Resta ora attesa la posizione dell’ASL Caserta, alla quale spetterà chiarire le procedure seguite dagli uffici e i riferimenti normativi e amministrativi posti alla base delle decisioni contestate dal sindacato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *