Il white hash arriva anche nella provincia di Napoli e questa volta a finire nelle mani dei carabinieri sono quattro ragazzi incensurati. È una scoperta che apre un nuovo fronte nelle indagini sul mercato degli stupefacenti nel territorio partenopeo. Da qualche mese in Italia si parla infatti della diffusione del cosiddetto hashish bianco, ma il sequestro effettuato dai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli rappresenta un episodio particolarmente significativo per il territorio napoletano.

Il nome deriva dal colore insolitamente chiaro del prodotto. Il white hash viene associato a particolari tecniche di lavorazione e separazione della resina della cannabis, capaci di ottenere prodotti con concentrazioni di cannabinoidi potenzialmente molto più elevate rispetto all’hashish tradizionale.

Ed è proprio l’elevata concentrazione che rende questi prodotti particolarmente insidiosi: gli effetti possono risultare molto più intensi e meno prevedibili rispetto a quelli delle forme tradizionali di cannabis.

Una nuova frontiera del mercato degli stupefacenti che sembra puntare sempre di più su prodotti ad alta concentrazione, ricercati soprattutto per la maggiore intensità degli effetti.

Una scoperta che, per certi versi, ricorda quella del cosiddetto “miele da sballo”, sequestrato ad Arzano lo scorso giugno: sostanze e preparazioni differenti, ma accomunate dall’emergere di modalità di consumo e prodotti sempre nuovi.

La fuga in e-bike e il rifugio nel box

È notte quando i carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Pozzuoli percorrono via Serao.

Durante il servizio i militari notano un ragazzo in sella a una e-bike. Alla vista della pattuglia il giovane scappa e tenta di far perdere le proprie tracce, rifugiandosi all’interno di un box. I carabinieri, però, non lo perdono mai di vista.

Lo seguono fino al garage e intervengono. Quando la saracinesca si solleva, all’interno del box ci sono quattro persone. Due hanno 26 anni, uno ne ha 20 e il quarto 22. Sono tutti del posto e, secondo quanto riferito dai carabinieri, incensurati. A quel punto scatta la perquisizione. L’attenzione dei militari si concentra anche su uno zaino che uno dei presenti avrebbe tentato di nascondere.

Nel barattolo 7 grammi di white hash

Il controllo porta al rinvenimento di 1.500 euro in contanti, un bilancino di precisione e circa 100 grammi complessivi tra hashish e marijuana. Ma è un piccolo barattolo a richiamare particolarmente l’attenzione degli investigatori. Al suo interno vengono trovati 7 grammi di white hash, il particolare derivato della cannabis caratterizzato dal colore molto chiaro. Per i quattro giovani scatta l’arresto. Dovranno rispondere di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Ora si cerca la filiera

Il sequestro, però, potrebbe rappresentare soltanto l’inizio dell’indagine. I carabinieri stanno infatti proseguendo gli accertamenti, anche attraverso attività di web patrolling, insieme alle tradizionali tecniche investigative, con l’obiettivo di ricostruire la filiera attraverso la quale il white hash sarebbe arrivato nella provincia di Napoli. Ed è probabilmente questo l’aspetto più significativo dell’operazione.

Non soltanto quattro giovani arrestati e un quantitativo di droga sequestrato, ma la comparsa sul territorio di una tipologia di sostanza che potrebbe indicare l’evoluzione del mercato locale degli stupefacenti.

Un mercato che cambia rapidamente, sperimenta nuovi prodotti e sfrutta anche il web e i social per intercettare consumatori sempre più giovani. Adesso saranno le indagini dei carabinieri a stabilire da dove provenisse il white hash sequestrato a Pozzuoli e, soprattutto, se dietro quei sette grammi ci sia una rete di approvvigionamento più ampia già attiva nella provincia partenopea.

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