COMUNICATO. Concessioni demaniali, il Consiglio di Stato sospende gli effetti delle diffide. L’opposizione: «Servivano pianificazione e serietà amministrativa, non uno scontro permanente». Da anni il sindaco di Bacoli alimenta una narrazione politica fondata sulla ricerca di nemici e sullo scontro continuo. Ma la propaganda non può sostituire la capacità di amministrare.
La vicenda delle concessioni demaniali marittime ne è l’ennesima dimostrazione.
Mentre i Comuni sono chiamati ad affrontare il tema delle concessioni attraverso una pianificazione coerente e procedure trasparenti, a Bacoli si è scelto di procedere con diffide di sgombero in un quadro nel quale la pianificazione del demanio non risultava ancora definita in modo coerente.
Ora, secondo quanto emerge dalle ordinanze cautelari, è il Consiglio di Stato a richiamare l’attenzione sulla necessità di verificare la logicità e la ragionevolezza dell’operato comunale, anche alla luce delle contraddizioni tra le richieste di liberazione delle aree, lo stato del Piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo (PAD) e le rassicurazioni fornite agli stessi concessionari.
I giudici hanno accolto gli appelli cautelari e disposto la sospensione degli effetti delle diffide. Una decisione che impone all’amministrazione una riflessione seria sulla strada intrapresa.
Il risultato di questa gestione è un clima di incertezza, conflitti e contenziosi, con il rischio di ulteriori costi per la collettività. Una vicenda che avrebbe richiesto, prima di tutto, pianificazione, chiarezza e responsabilità amministrativa.
Il demanio marittimo è un patrimonio pubblico da tutelare nell’interesse della collettività, non il palcoscenico di una campagna permanente di propaganda. Dopo anni di annunci e battaglie contro presunti nemici, Bacoli ha bisogno di una svolta. Sindaco, dimettiti. Bacoli ha bisogno di essere amministrata, non di essere trascinata da una polemica all’altra.