Lo striscione dedicato a Martina Carbonaro è stato dato o è andato in fiamme? Un episodio che fa riflettere. È accaduto ieri, 30 maggio, di pomeriggio, nell’area antistante il campo sportivo Luigi Moccia ad Afragola. A dare la notizia “Il Mattino”, che ha documentato l’accaduto con delle foto che hanno portato all’attenzione mediatica il clima di tensione che emerge in città a seguito di questa vicenda.
Non è la prima volta infatti che episodi di violenza si siano innescati sul caso: durante la prima udienza, al Tribunale di Napoli, c’è stata un’aggressione verbale tra le due controparti, i genitori della vittima sono stati pesantemente minacciati e insultati dai parenti dell’imputato, costringendo le forze d’ordine a intervenire per riportare l’ordine; successivamente è stata vandalizzata la targa della panchina dedicata a Martina, durante la fiaccolata in suo onore, e ieri lo striscione in fiamme.
Questi elementi permettono di ricostruire un unico filo conduttore, ovvero che l’attacco mirato alla famiglia prosegue senza sosta, e il motivo è ancora ignoto.

La vicenda

Lo striscione esposto ritraeva la giovane Martina, con dei messaggi di vicinanze e di affetto da parte dei suoi amici. Mercoledì scorso, la madre, la signora Fiorenza Cossentino, aveva espresso il desiderio di dedicare maggior cura a quello spazio dedicato a sua figlia, poi l’amara scoperta. Lo striscione è stato completamente distrutto dalle fiamme.
A coordinare gli accertamenti, finalizzati a scoprire innanzitutto se si è trattato di un atto deliberato, è stato il comandante della Polizia Locale di Afragola, il colonnello Antonio Piricelli, impiegando diversi agenti per mettere in sicurezza l’area e avviare gli accertamenti. Un gesto che ha suscitato rabbia e indignazione tra cittadini, amici e familiari della giovane. Le indagini proseguono ora senza sosta.

Ricordiamo che è la giovane Martina Carbonaro ha perso la vita per mano del suo ex fidanzato Alessio Tucci, 19 anni, reo confesso e sotto processo per omicidio volontario aggravato. Attualmente,  nella zona non sono presenti i sistemi di videosorveglianza e ora gli agenti stanno ascoltando alcuni testimoni.

A commentare l’accaduto, il neo sindaco di Afragola Gennaro Giustino

«Un atto ignobile e che non appartiene alla Afragola sana. Ricollegheremo quella gigantografia allo stesso posto, perché sia un monito e un momento di riflessione sul perché di tanta violenza e inoltre riattiveremo la video sorveglianza nella zona. Ma non solo questo, uno dei primi provvedimenti della nuova giunta riguarderà la creazione di un monumento nel cimitero di Afragola, a perenne ricordo di questa ragazzina, che è entrata come figlia nei nostri cuori. Oltre alla morte di una quattordicenne piena di vita e con un futuro radioso stroncato da un ennesimo femminicidio, quello che ci rimanda la cronaca stretta è davvero una brutta storia, che uccide ogni volta ancora la povera Martina».

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