Caso Loffredo, i genitori rivedono i tre figli dopo dieci giorni: la difesa chiede il rientro a casa

Nuovo capitolo nella vicenda della famiglia Loffredo-Orta e dei tre bambini di 7, 4 e 3 anni allontanati dalla casa familiare a Lanciano lo scorso 17 settembre e successivamente collocati in strutture di accoglienza.

Dopo dieci giorni, secondo quanto riferito dall’avvocato Angelo Pisani, legale della famiglia, i genitori Pietro Loffredo e Giovanna Orta hanno potuto rivedere i propri figli per alcuni minuti. Un incontro particolarmente emozionante: sempre secondo il racconto della difesa, i bambini avrebbero pianto alla vista dei genitori e manifestato la volontà di non separarsi nuovamente da loro.

Il legale contesta duramente le modalità con cui è stato eseguito l’allontanamento e il provvedimento adottato ai sensi dell’articolo 403 del Codice civile, sostenendo che nei giorni successivi i genitori non avrebbero avuto la possibilità di vedere i bambini né di parlare con loro telefonicamente.

Secondo la ricostruzione fornita dallo Studio Legale Pisani & Partners, alla base dell’intervento dei servizi sociali sarebbero state rilevate alcune criticità nell’ambiente domestico, tra cui le condizioni di un pannolino, la presenza di cani e un cavo del Wi-Fi ritenuto potenzialmente pericoloso. Elementi che, secondo la difesa, non sarebbero tali da giustificare l’allontanamento dei tre minori dal nucleo familiare.

L’avvocato Pisani sostiene inoltre che i bambini non avrebbero mai subito violenze o abusi all’interno della famiglia e contesta la scelta delle strutture nelle quali sarebbero stati collocati, descritte dalla difesa come realtà destinate anche all’accoglienza e alla riabilitazione di minori vittime di violenza e maltrattamenti.

Tra i punti sollevati dal legale figura anche la presunta mancanza di un’adeguata istruttoria e di informazioni preventive alla famiglia. Contestazioni sulle quali spetterà alle autorità competenti pronunciarsi e verificare la correttezza dell’iter seguito.

La difesa pone inoltre l’attenzione sui costi del collocamento dei tre bambini, che stima complessivamente in oltre 15mila euro al mese a carico della collettività. Anche questo dato viene indicato dallo studio legale e necessita di riscontro presso gli enti interessati.

Pisani annuncia ora iniziative in sede giudiziaria e istituzionale e chiede attenzione sul caso al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila e ai Garanti per l’infanzia, con l’obiettivo di ottenere il ritorno dei tre bambini nella casa familiare. La vicenda resta dunque aperta. Da una parte le ragioni che hanno portato i servizi competenti ad adottare una misura di protezione nei confronti dei minori; dall’altra la famiglia, attraverso i propri legali, contesta radicalmente i presupposti e le modalità dell’allontanamento e chiede che i tre bambini possano tornare al più presto con i genitori.

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