In via conclusiva, uno dei processi più intricati e complessi della cronaca di Caivano. Si tratta del caso dello stupro delle due cuginette, di 10 e 12 anni, che durante il 2023 subirono violenze sessuali da parte di un gruppo composto da due maggiorenni e 8 minorenni. Le violenze si consumarono nel centro di Caivano e non al Parco Verde (villa Falcone Borsellino, casotto via Necropoli in un’ area dismessa,  ex Campo Faraone) tra giugno ed agosto 2023, fino a quando poi grazie ad una denuncia presso i Carabinieri della Compagnia di Caivano, le attività investigative permisero di risalire ai responsabili,  dopo la diffusione e condivisione di vari filmati che riprendevano ogni atto ed abuso sessuale ai danni delle due cuginette.

Il caso è diventato mediatico e ha richiamato l’attenzione del Governo, definendo poi le basi per la visita della premier Giorgia Meloni da Don Maurizio Patriciello, a settembre 2023. Oggi, a distanza di tre anni, arrivano le condanne definitive per i due maggiorenni.

La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibili i ricorsi presentati precedentemente dagli avvocati di Pasquale Mosca e Giuseppe Varriale, in quanto inizialmente i due legali avevano puntato a concordare una riduzione della pena in secondo grado o a far valere l’infermità mentale. La sentenza ha stabilito la responsabilità degli adulti, rendendo definitive le pene inflitte in appello ai due, condannati dalla Corte di appello di Napoli a 13 anni e 4 mesi, e a 8 anni e 8 mesi nel novembre del 2025.

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