Quattro stese in poco più di un’ora, almeno trenta colpi d’arma da fuoco esplosi tra il centro cittadino e le periferie, abitazioni finite nel mirino e una città ripiombata nell’incubo della violenza criminale.

La ricostruzione della vicenda

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli episodi si sarebbero verificati tra via Dante Alighieri, via E.A. Mario (quartiere Madonnelle), via Don Milani e l’area del rione Gescal. I raid sarebbero stati messi in atto da giovani armati che si sarebbero mossi alle sette di sera, a bordo di una Fiat 500L e di una Jeep, esplodendo numerosi colpi contro abitazioni e obiettivi riconducibili ad ambienti della criminalità locale. Fortunatamente non si registrano feriti, ma diversi proiettili hanno raggiunto facciate, muri e veicoli parcheggiati, alimentando paura e preoccupazione tra i residenti.

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza avrebbero ripreso parte dell’azione criminale. Gli investigatori stanno lavorando per identificare gli autori e chiarire la matrice degli attacchi. L’ipotesi più accreditata resta quella di uno scontro tra gruppi emergenti intenzionati a ridefinire gli equilibri criminali cittadini e il controllo delle piazze di spaccio.

Un elemento che preoccupa particolarmente gli inquirenti è il coinvolgimento di giovanissimi. Secondo quanto emerge dalle indagini, molti dei protagonisti di queste nuove dinamiche criminali sarebbero ragazzi cresciuti all’ombra delle vecchie organizzazioni camorristiche e oggi pronti a contendersi spazi e potere attraverso intimidazioni armate e azioni dimostrative.

La vicenda arriva in un momento particolarmente delicato per l’area nord di Napoli, già attraversata da tensioni criminali dopo le recenti operazioni della Direzione Distrettuale Antimafia che hanno colpito il clan Di Micco a Caivano, che operava anche sul territorio di Acerra, con la complicità delle bande emergenti. Nelle indagini condotte dalla DDA infatti risulta il tentativo di estorsione ad imprenditore edile di Acerra, titolare di un appalto comunale. Il nesso tra i due episodi non ha avuto alcuna conferma dalle autorità giudiziarie. 

Il Prefetto di Napoli Michele di Bari ed il sindaco di Acerra, Tito d’ Errico

Sul caso è intervenuto il prefetto di Napoli Michele di Bari, che ha assicurato la massima attenzione dello Stato e il costante monitoraggio della situazione da parte delle forze dell’ordine impegnate nelle attività investigative e di controllo del territorio.

Anche il sindaco di Acerra, Tito D’Errico, segue con attenzione l’evolversi della situazione. Negli ultimi giorni il primo cittadino aveva ribadito pubblicamente come Acerra sia «una terra di resistenza civile e di riscatto morale», sottolineando la necessità di continuare il percorso di legalità e rinascita avviato sul territorio insieme alle istituzioni nazionali e locali. Un messaggio che oggi assume un significato ancora più forte davanti a una nuova escalation di violenza che rischia di minare il lavoro portato avanti negli ultimi anni. Carabinieri e Polizia di Stato stanno ora analizzando filmati, testimonianze e reperti balistici recuperati nelle varie aree colpite. L’obiettivo è individuare rapidamente i responsabili e impedire ulteriori azioni armate che potrebbero aggravare un clima già particolarmente teso. Ad Acerra resta alta l’allerta, mentre cresce la richiesta di sicurezza da parte dei cittadini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *