NAPOLI – Una presa di posizione netta, maturata attraverso la partecipazione al sit-in tenutosi oggi in via Verdi a Napoli. Il Sindacato Medici Italiani (SMI) ha espresso forti perplessità sulle proposte di riforma della medicina generale attualmente in discussione,  proposta di legge di Forza Italia (a prima firma Benigni) per la riforma della medicina generale, che prevede l’introduzione di un ruolo unico obbligatorio con 38 ore settimanali di attività, di cui almeno 18 presso le Case della Comunità. L’obiettivo dovrebbe essere quello di rafforzare il territorio, ridurre le liste d’attesa e integrare maggiormente i medici di famiglia nel SSN, mantenendo il rapporto convenzionale.

La riforma della medicina generale limita il ruolo di un medico

Il Sindacato Medici Italiani (SMI) chiede un cambio di metodo, ritenendo tale riforma limitante e riducendo il ruolo del medico di famiglia ad una posizione subordinata all’incarico fisso delle ore settimanali da svolgere. Secondo lo SMI, limitare l’attività dei medici a un conteggio orario rischia di non cogliere la complessità di una professione che si regge su elementi fondamentali come la continuità assistenziale, l’assistenza domiciliare e il rapporto fiduciario con i pazienti.

 

Presenti all’incontro i segretari provinciali di SMI Campania, Pasquale Persico (Caserta) e Salvatore Caiazza (Napoli), che hanno ribadito ai presenti la tutela del rapporto umano medico-paziente.  “Non si può intervenire ignorando la realtà quotidiana dei territori”, è la linea espressa dallo SMI, che parla di misure calate dall’alto e poco aderenti alle esigenze concrete del sistema sanitario. Il timore è quello di un progressivo indebolimento della medicina di prossimità, proprio in una fase in cui la sanità territoriale rappresenta uno snodo cruciale per la tenuta del servizio pubblico. Per questo, il sindacato ha chiesto l’apertura di un confronto strutturato che coinvolga direttamente medici e operatori sanitari. Tra le priorità indicate: la valorizzazione del ruolo del medico di medicina generale, il rafforzamento dell’assistenza territoriale e la garanzia di condizioni di lavoro sostenibili. Lo SMI ribadisce infine la volontà di continuare a rappresentare le istanze della categoria, proponendosi come interlocutore attivo per una sanità pubblica più efficiente e vicina ai bisogni reali dei cittadini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *