Il tema della disabilità ritorna a al centro delle polemiche. Il comunicato diffuso dall’assessore alle Politiche Sociali Giuseppe Precchia rappresenta una risposta articolata alle critiche mosse dalla Consulta comunale per la Disabilità in merito ai centri estivi per i minori con disabilità. L’assessore rivendica numeri, atti amministrativi e dati ufficiali, sostenendo che il servizio sia stato concretamente avviato e che le accuse rivolte all’Amministrazione non trovino riscontro nella documentazione disponibile. Ma, al di là del merito della vicenda, emerge un tema che non può essere ignorato.

Disabilità, un tema da non trascurare e non sottovalutare

Questa non è la prima volta che la Consulta comunale per la Disabilità denuncia una presunta mancanza di ascolto o di coinvolgimento da parte dell’Amministrazione. È già il secondo episodio nel quale l’organismo consultivo lamenta una scarsa partecipazione del Comune rispetto a questioni che riguardano direttamente le persone con disabilità. Un elemento che, indipendentemente da chi abbia ragione nel singolo caso, impone una riflessione seria.

Se un organismo istituzionale istituito proprio per rappresentare le esigenze delle persone con disabilità manifesta ripetutamente un disagio nei rapporti con il Comune, la questione non può essere liquidata come una semplice polemica. È necessario capire se esista un problema di comunicazione, di coordinamento o di coinvolgimento. Perché quando le incomprensioni si ripetono, il tema diventa politico e amministrativo prima ancora che mediatico.

Lo stesso assessore richiama più volte il valore degli atti ufficiali e della verifica dei fatti, affermando che le dichiarazioni pubbliche dovrebbero poggiare su segnalazioni documentate e su un confronto preventivo con gli uffici. Un principio condivisibile. Ma proprio per questo sarebbe auspicabile che il dialogo tra Amministrazione e Consulta avvenisse prima che le divergenze finissero sui giornali.

Le polemiche tra istituzioni e organismi che rappresentano i cittadini rischiano infatti di produrre un solo risultato: alimentare sfiducia. E quando al centro della discussione ci sono famiglie e minori con disabilità, il confronto dovrebbe sempre lasciare spazio alla ricerca di soluzioni concrete, evitando contrapposizioni pubbliche che finiscono per dividere invece di costruire.

In questo contesto è altrettanto importante chiarire il ruolo della stampa. Il compito dei giornalisti non è schierarsi né diventare parte del confronto politico o istituzionale.

La stampa ha un’unica responsabilità: raccontare i fatti

La stampa ha un’unica responsabilità: raccontare i fatti, verificare le informazioni, dare voce a tutte le parti coinvolte e mantenere una posizione rigorosamente super partes. È questo il presupposto fondamentale affinché i cittadini possano formarsi un’opinione libera e consapevole.

Per questo motivo, al di là delle reciproche accuse, sarebbe opportuno che si facesse piena luce su quanto accaduto. Non per alimentare nuove polemiche, ma per comprendere se esistano criticità nel rapporto tra Amministrazione comunale e Consulta della Disabilità e, soprattutto, per evitare che vicende analoghe possano ripetersi. Perché quando si parla di inclusione, il vero obiettivo non dovrebbe essere dimostrare chi abbia ragione, ma garantire che nessuno resti indietro.

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