Cappellari indagato. S ribalta l’inchiesta sul presunto attentato incendiario denunciato nei mesi scorsi dal giornalista, giovane collaboratore di un settimanale di Enego, in provincia di Vicenza. La Procura della Repubblica di Vicenza lo ha iscritto nel registro degli indagati con le accuse di incendio, calunnia e simulazione di reato.

Nella giornata di oggi i carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa hanno eseguito una perquisizione personale, domiciliare e informatica nell’abitazione del giornalista, nell’ambito degli accertamenti coordinati dalla Procura.

La vicenda

La vicenda risale al 30 maggio scorso, quando un incendio aveva danneggiato il portone dell’abitazione della famiglia Cappellari. Il giovane aveva inoltre denunciato di aver ricevuto una serie di lettere minatorie e di aver rinvenuto una busta contenente minacce rivolte non solo a lui, ma anche a padre Maurizio Patriciello e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Le indagini

Le sue dichiarazioni avevano indirizzato inizialmente le indagini verso alcune persone residenti a Enego e nei comuni limitrofi. Tuttavia, il lavoro investigativo svolto dai Carabinieri e dagli specialisti del Ris ha progressivamente portato a una ricostruzione differente.

Secondo quanto riferito dalla Procura, gli investigatori sono riusciti a risalire agli acquisti del materiale utilizzato per provocare l’incendio. Nonostante fossero state rimosse le etichette identificative dalle bombolette di gas, le verifiche sugli acquisti effettuati tramite una piattaforma di e-commerce avrebbero evidenziato che le uniche consegne di cartucce di gas butano-propano e di alcol etilico nel comune di Enego erano riconducibili proprio a Cappellari.

Anche l’analisi delle immagini di videosorveglianza avrebbe avuto un ruolo decisivo. Gli specialisti del Ris hanno individuato una persona alta tra 1,69 e 1,75 metri, con indosso una tuta da ginnastica, ritenuta compatibile con la figura ripresa mentre depositava la busta e innescava la bombola di gas intorno alle 23.28 del 30 maggio. La stessa altezza, evidenzia la Procura, sarebbe compatibile con quella del giovane, ripreso poco prima mentre rientrava a casa e poco dopo mentre filmava con il cellulare le fasi finali dello spegnimento dell’incendio.

Alla luce degli elementi raccolti, la Procura di Vicenza ha contestato ad Adriano Cappellari i reati di incendio, calunnia e simulazione di reato. L’indagine è ancora in corso e la posizione dell’indagato dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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