Rinviamo l’analisi complessiva del voto in provincia di Napoli dopo i risultati del turno di ballottaggio. Ma un dato merita una riflessione a parte perché è quello che tra tutti i numeri dei grandi partiti salta all’occhio immediatamente assumendo i crismi di una debacle totale e indiscutibile. Il riferimento è Forza Italia.

 

Un’occhiata veloce a quanto accaduto in alcuni paesi che ben rappresentano una situazione di sfascio. Il primo elemento da analizzare riguarda il trend a non presentare il simbolo del partito. Anche laddove Forza Italia vantava figure istituzionali uscenti. Prendiamo Cardito, due consiglieri comunali uscenti e sezione in piazza Garibaldi. Risultato? La sezione è ancora aperta ma ha cambiato tabella. In cantina quella di Forza Italia perché a causa di mancanza di riferimenti sul livello provinciale, a Cardito hanno preferito presentarsi con una civica eleggendo un consigliere comunale.

 

Tanti comuni non hanno presentato il simbolo alle Amministrative. Un dato che non può essere sottovalutato

 

Risultato? Simbolo non presentato alle Amministrative. La sezione di Forza Italia non c’è più e il partito perde due consiglieri comunali. Un capolavoro. Passiamo ad Arzano, paese del coordinatore provinciale di Forza Italia, senatore Franco Silvestro. Nessuno ci crederà ma nemmeno qui il simbolo si presenta al voto. Il centrodestra solo sulle spalle di Fratelli d’Italia mentre quelli che dovevano essere i forzisti arzanesi si mettono a sostegno del candidato del Pd. Altra debacle che dimostra quanto a livello locale in provincia di Napoli il simbolo da un paio di anni sia diventato addirittura un peso pure per chi lo rappresenta a livello provinciale. Come se volessero avere le mani libere, fregandosene del partito e dei territorio. Un altro esempio. Somma vesuviana. Il simbolo non c’è nonostante il candidato della coalizione civica, Antonio Granato, sia uomo storico di Forza Italia e diretta emanazione del coordinatore provinciale di Forza Italia. Risultato. Simbolo sparito dalla scheda elettorale.

E il peggio deve ancora venire. Passiamo a dove il simbolo lo hanno presentato. Frattamaggiore, paese guida della Città metropolitana di Napoli. Città che conta circa 29mila abitanti. Al primo turno hanno votato 18mila elettori e sapete quanto ha raggiunto la lista azzurra? 106 voti. Percentuale dello 0, per cento. Una figuraccia che poteva essere risparmiata e dimostra quanto sia assente il controllo dei vertici provinciali sul territorio. Passiamo ad Afragola. Città storica di centrodestra. Forza Italia passa da due consiglieri a un consigliere e perde le elezioni.

Di esempi ne potremmo fare ancora tanti, ma bastano questi per aprire una seria riflessione all’interno di una forza politica che in provincia di Napoli di questo passo si avvia a scomparire. Eppure, negli anni passati c’erano sezioni sui territori e classe dirigente anche di qualità. Sembra passata una vita. Insomma, una situazione che in un partito serio non può passare inosservata. Anche perché non è roba solo di quest’anno. Pensiamo a Giugliano l’anno scorso, Caivano.

Partito che elegge un consigliere in Comuni dove il centrosinistra è stato abbattuto da cicloni giudiziari. Nemmeno in questi casi si riesce a vincere le elezioni perché mancano riferimenti, manca il partito e l’interesse per i territori. Tutto finalizzato a rapporti personali, distinti e distanti dal simbolo. E se questo è l’atteggiamento di chi quel partito lo dovrebbe rappresentare ai livelli superiori, il risultato non poteva essere questo. Un fallimento che mette Forza Italia in provincia di Napoli sulla via dell’estinzione.

E nei prossimi giorni avremo modo anche di approfondire i trend tra le diverse elezioni e il paragone tra le diverse province. E dimostreremo ancora di più, dati alla mano, quanto la provincia di Napoli sia passata da traino all’ultima ruota del carro nello scacchiere azzurro. A chi tocca intervenire?

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